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Palazzo della Condotta e della Mercanzia.
- 2.800 m2
- si estende da Piazza della Signoria a Piazza S. Firenze
- impianto elettrico a norma di legge
- caveau piano sotterraneo
Questo splendido edificio, monumento nazionale,
costruito sopra i resti di un antico teatro romano, nasce dall'unione
di due importanti palazzi, quello della Condotta e quello
della Mercanzia, e si trova nella maestosa Piazza della
Signoria, proprio a fianco del Palazzo Vecchio, dimora
e luogo di lavoro della famiglia Medici, oggi sede del
Comune di Firenze.
Il Palazzo della Condotta fu sede dal 1337 dell'"Ufficio
della Condotta degli Stipendiati". Cessato l'Ufficio militare
per la caduta della Repubblica, la residenza degli Ufficiali della
Condotta fu occupata da quello della Gabella dei Contratti.
Accanto al palazzo della Condotta si trovava
un altro edificio di dimensioni più ridotte: quello che
diverrà il Palazzo della Mercanzia, così
chiamato per aver ospitato l'Università dei Mercanti e
il così detto Ufficio della Mercanzia, nato per tutelare
i cittadini e il Comune delle Arti. A gestire e rappresentare
tale ufficio sarebbero stati eletti i rappresentanti di Ciascuna
delle Arti fiorentine di Calimara (quella del Cambio, della Lana,
della Seta, dei Medici e dei Merciai). Proprio per ospitare al
meglio le due istituzioni il Comune decise di far ampliare l'edificio.
A lavorare al progetto furono incaricati architetti
e artisti la cui fama è restata viva: Francesco Rinuccini,
Iacopo di Gherardino Gianni, Francesco da Orvieto (uno
dei maestri dell'Opera di Santa Maria del Fiore), Ciardo di
Donato. La parte inferiore dell'edificio fu ultimata nel 1362;
quella superiore rimase invece incompiuta per molto tempo, fino
a che Cosimo I, nel 1540, non si adoperò per concludere
i lavori e portare il palazzo alle dimensioni che possiamo vedere
tutt'oggi.
Fu per volere di Cosimo I che nel Palazzo della
Mercanzia si ponesse l'Ufficio della Gabella del sale.
Nel 1647, sotto il governo di Ferdinando
II l'edificio divenne di proprietà di un grosso merciaio,
Felice Ferdinando Chellini, e venne poi riacquistato nel 1773
dall'Amministratore deputato del Dipartimento dell'Uffizio del
Sale.
Nel 1808, sotto il dominio del Bonaparte,
la parte superiore del casamento venne incorporata nel Demanio
Nazionale, e solo nel 1814, con la restaurazione Lorenese, il
nuovo governo tornò in possesso dell'intero stabile.
Nonostante nel corso degli anni abbia più
volte corso il rischio di essere demolito o comunque deturpato
per lasciare spazio a nuove istituzioni quali la Direzione Generale
del Registro e il Dipartimento Generale delle Poste, il palazzo
ha mantenuto immutato il suo aspetto ospitando molteplici uffici:
l'Ispettorato di S. Giovanni, l'Ufficio centrale del
Genio Civile, la Direzione Generale del Contenzioso
finanziario, l'Ufficio di esazione per le rendite demaniali.
Solo nel 1871, per opera del Sindaco Ubaldino
Peruzzi, che richiedeva l'allargamento della Via dei Gondi
(la strada che porta in Piazza S. Firenze lungo il Palazzo Vecchio)
il palazzo fu privato di una piccola parte del lato di mezzogiorno.
Fu proprio durante questi lavori che vennero alla luce i resti
dell'antico teatro romano.
Nel 1901, grazie all'impegno del conte Ferdinando
Guicciardini, il palazzo della Mercanzia divenne di proprietà
del Comizio Agrario Fiorentino del quale ne divenne la
sede.
Oggi il Palazzo è di proprietà
della famiglia Ricceri, e ospita la Banca Antonveneta
BNA.
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Stemma della Lana

Sala riunioni
Stemma dei Vinattieri
foto del 1906
Stemma di Firenze
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